Ci sono bevande che si ordinano.
E poi ci sono quelle che raccontano una città.
Per noi la Moretta Fanese appartiene decisamente alla seconda categoria.
Fa parte della storia di Fano, delle sue abitudini e di quel modo tutto nostro di fermarsi al bar, scambiare due parole e concedersi qualcosa che scalda un po’ la giornata.
Una Moretta si riconosce già dal bicchiere
La Moretta non è un caffè corretto mescolato in fretta.
La sua bellezza sta anche negli strati.
Sul fondo trovano posto anice, rum e brandy; sopra arriva il caffè espresso e, a completare tutto, la crema di zucchero e limone. È proprio così che viene descritta anche nella carta del Pino Bar. Pino Bar
Quando è preparata bene i colori rimangono distinti, almeno per qualche istante.
Ed è proprio lì che viene voglia di guardarla prima ancora di berla.
A noi piace servirla così: rispettando la tradizione e senza trasformarla in qualcosa che non è.
Un sapore che parla di Fano
La Moretta è uno di quei prodotti che ha senso soprattutto nel luogo da cui proviene.
Puoi raccontarla, descriverla, spiegare gli ingredienti.
Ma assaggiarla a Fano è un’altra cosa.
Forse perché fuori ci sono le Mura Augustee.
Forse perché intorno senti parlare fanese.
O forse semplicemente perché certi sapori funzionano meglio quando sai da dove arrivano.
Per noi è anche un modo per raccontare il Pino Bar a chi entra per la prima volta.
La nostra Moretta del Pino Bar
Negli anni la Moretta è diventata così importante per noi che abbiamo voluto portarne il carattere anche in una versione imbottigliata: la Moretta del Pino Bar. Pino Bar
Ma il momento che preferiamo resta quello classico.
Il bicchiere davanti.
Il profumo del caffè.
Gli strati ancora visibili.
E qualche minuto da prendersi senza fretta.
Se non l’avete mai provata, prima o poi dovete farlo.
E se la conoscete già, probabilmente non abbiamo bisogno di convincervi.